Da Montepulciano a Monticchiello, per la via dei cipressi

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Un viaggio di pochi chilometri tra arte e natura, percorrendo la strada più fotografata al mondo

Immerso tra le rapinose colline toscane, Montepulciano si distingue, tra i paesi della provincia senese, per l’architettura medievale splendidamente conservata. Sorge su un colle, al confine tra la Val d’Orcia e la Valdichiana, territorio conteso nel ‘500 tra Siena e Firenze. Visto dall’alto, in fotografia, il paese appare maestoso e fiabesco, con i suoi imponenti bastioni difensivi e il paesaggio circostante da dipinto rinascimentale. 

Veduta di Montepulciano da Piazza Sant’Agnese, Anonimo XIX secolo

Entrare nel borgo dall’ingesso principale, Porta al Prato, un’arcata duecentesca restaurata dopo la Seconda Guerra Mondiale, permette di scoprire gradatamente il fascino di Montepulciano, partendo dal basso. Percorrendo via di Gracciano, il corso che sale verso la piazza maggiore, Piazza Grande, è possibile godere di scorci sempre diversi sulla campagna. Una fitta rete di vigneti e uliveti rimanda alle principali ricchezze del luogo: l’olio e il vino. 

Porta al Prato
Scorcio di Montepulciano (foto di Randy Connolly)

Il paesaggio cambia aspetto con le stagioni. Le viti cremisi e le mura parzialmente nascoste dalla foschia mattutina caratterizzano l’autunno. Soltanto pochi turisti percorrono le sue strade antiche, cosicché il paese tutto sembra quasi addormentato, ma invece rinasce d’una bellezza più autentica e austera. In inverno i tetti delle case in pietra sona appena innevati, tra i vigneti spogli risaltano i cipressi centenari. In primavera si notano i frutteti in fiore, mentre d’estate il centro affollato di turisti sembra quello d’una grande città. 

Vigneto in autunno

Tutto l’anno è un incanto. Splendidi palazzi gentilizi con facciata in travertino, circondati forse da troppi negozi e cantine, abbelliscono il tratto inferiore del corso. Proseguendo la salita si incontra la Chiesa di Sant’Agostino, preceduta da una scalinata. La facciata è parte tardogotica, parte rinascimentale; all’interno un crocifisso in legno di Antonio da Sangallo adorna l’altare maggiore. 

Chiesa di Sant’Agostino (foto di Jean François Bonachera)

Lungo via di Voltaia, il proseguimento di via di Gracciano, si trova la Chiesa del Gesù, costruzione barocca cominciata da Giovan Battista Arrigoni alla fine del ‘600 e rinnovata da Andrea Pozzo agli inizi del secolo successivo. Vale la pena entrare per ammirare una versione in scala ridotta della “falsa cupola”, dipinto su tela collocato sul soffitto della Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma, opera dello stesso Andrea Pozzo. 

Cupola dipinta sul soffitto della Chiesa del Gesù, di Andra Pozzo o allievo (foto di Giulia Carosi)

Arrivati a Piazza Grande, il punto più alto e scenografico del borgo, chiusa dal Duomo, una chiesa battesimale del ‘700 ricostruita nel XII secolo, e dai palazzi Comunale e del Monte Contucci, si ridiscende il paese godendo di un panorama unico. La visione dell’alto della Chiesa di San Biagio, capolavoro di Antonio da Sangallo il Vecchio, in posizione isolata rispetto all’impianto urbanistico di Montepulciano, merita da sola una visita al paese. 

Piazza Grande (foto di Jean François Bonachera)
Chiesa di San Biagio (foto di George Reader)

Dove oggi sorge il tempio si trovava un’antica Pieve, di cui agli inizi del ‘500 rimanevano solo pochi resti; tra questi una parete con l’icona della Madonna. La leggenda racconta che un pastore, passando di lì, vide i suoi buoi inginocchiarsi davanti all’immagine della Vergine. Per commemorare il presunto miracolo venne eretto il nuovo tempio, cominciato nel 1518 e terminato nel 1545, dopo la morte di Antonio da Sangallo il Vecchio. Nel 1963 la Madonna di San Biagio venne dichiarata  dal Vescovo di Montepulciano “Madonna del Buon Viaggio”, protettrice dei viaggiatori.

Interno di San Biagio (foto di Maurizio Abbiateci)

Lasciandosi alle spalle la chiesa si arriva al Bivio di San Biagio. Scegliendo la deviazione verso Chianciano, la strada più lunga per Monticchiello, circa 10 chilometri, si ha la possibilità di percorrere la famosa “via dei  cipressi”, l’ultimo tratto della Strada Provinciale 88, immortalata da fotografi di tutto il mondo.

Arrivati a Monticchiello, piccola frazione di Pienza arroccata su un poggio, ci si trova in piena Val d’Orcia. Il panorama dal paese è protetto dall’Unesco.

La Val d’Orcia da Monticchiello (foto di Giulia Carosi)
Vista su Pienza (foto di G. Carosi)
Casa del centro storico (foto di Giulia Carosi)

 Il monumento più rilevante del borgo è la Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo, eretta alla fine del ‘200. All’interno è custodito un piccolo capolavoro, la Madonna col Bambino di Pietro Lorenzetti. Così la descrive lo storico dell’arte Piero Torriti: “La Vergine di Monticchiello è un’opera delicatissima ove il disegno si scioglie tutto in superficie in giochi di mera grafia gotica”.  

Madonna col Bambino, di Piero Lorenzetti

Alle spalle della chiesa, in Piazza della Commenda, si svolgono ogni anno gli spettacolo del Teatro Povero, rappresentazioni a carattere storico e sociale, scritte e recitate dagli abitanti di Monticchiello. 

Piazza della Commenda prima della rappresentazione

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