Una gita in laguna

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Viaggio da nord a sud lungo la Laguna Veneta, attraverso le opere dei pittori che hanno immortalato i suoi tratti migliori, dalle isole abbandonate alle palafitte avvolte nella nebbia

L’ambiente rarefatto, quasi irreale, della Laguna di Venezia, con la nebbia che rende i colori ovattati e confonde i contorni, ha ispirato numerosi artisti italiani e stranieri, dai vedutisti veneziani agli impressionisti inglesi. Osservando le opere dei pittori che hanno immortalato il paesaggio lagunare, con il suo peculiare connubio d’architettura e natura, possiamo immaginare un viaggio dalla foce del Sile a quella del Brenta, attraverso paludi, isole, lidi e città.

Joleph Karl Stieler Torcello
Joleph Karl Stieler, Torcello, 1810

Il nostro viaggio attraverso l’arte comincia a Torcello, una delle isole più conosciute della laguna. Nell’opera di Stieler, pittore tedesco che visitò l’Italia nei primi dell’Ottocento, è rappresentata la Cattedrale di Santa Maria Assunta, del ‘600, con il suo campanile da cui si può ammirare tutta la laguna settentrionale. Davanti il Ponte del Diavolo, ancora oggi privo di balaustra come gli antichi ponti di Venezia.
Quest’isola di tamerici e vigneti ospitò Ernest Hemingway, che qui scrisse alcuni capitoli del romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi.

Guglielmo Ciardi Giorno d'estate: la laguna a Mazzorbo
Guglielmo Ciardi, Giorno d’estate: la laguna a Mazzorbo, 1878

A sud di Torcello incontriamo l’isola di Mazzorbo, oasi tranquilla sospesa nel tempo, dove si coltivano orti e vigneti e la vita scorre lenta come nel dipinto di Guglielmo Ciardi. Le briccole, pali di larice piantati nel fondale per indicare le vie d’acqua o consentire l’approdo delle barche, sono ancora oggi elementi caratteristici della laguna. L’architettura semplice delle abitazioni e la vocazione agricola dell’isola, simboleggiata sulla tela dai covoni di fieno, sono rimaste immutate nei secoli.

Ralph Wormeley Curtis San Francesco del Deserto
Ralph Wormeley Curtis, San Francesco del Deserto, 1886

Navigando ancora verso sud incontriamo San Francesco del Deserto, un tempo Isola delle Due Vigne, dove nel 1220, di ritorno dall’Egitto, soggiornò San Francesco d’Assisi. L’isola, di proprietà di un nobile veneziano, nel 1233 venne donata ai Frati Minori, che vi fecero costruire un convento con uno splendido chiostro, protetto da mura. I pini marittimi e i cipressi dipinti dall’impressionista americano nell’800 sono oggi più numerosi e imponenti, tanto da conferire al luogo un aspetto unico nella laguna. Circondano l’isola, contribuendo al suo fascino, parti di fondale affioranti durante le basse maree, velme in dialetto veneziano.

Francesco Tironi Vista dell'isola San Giacomo in Paludo
Francesco Tironi, Vista dell’isola San Giacomo in Paludo, fine ‘700

Avvicinandoci a Venezia, in posizione isolata nella laguna incontriamo San Giacomo in Paludo, di forma quasi perfettamente quadrata, delimitata da basse mura con decorazioni neogotiche. Il monastero raffigurato nel dipinto, risalente al Medioevo, venne distrutto nell’Ottocento. L’isola fu ricovero per pellegrini, poi presidio militare. Abbandonata nel 1964, oggi è di proprietà privata ma ancora deserta; vi rimangono solo poche costruzioni di scarso interesse. Francesco Tironi la immortalò quando era ancora un importante porto di scalo.

Canaletto Canal Grande
Canaletto, Canal Grande, 1726-1730

Con Canaletto arriviamo a Venezia attraverso il più importante canale della città, il Canal Grande, dove tra il XV e il XVIII secolo risiedevano i nobili veneziani più facoltosi. Dimore sontuose in stile gotico, rinascimentale e barocco, con splendidi loggiati e finestre a traforo, sostituirono le case-fondaco dell’epoca mercantile, quando il Canal Grande era un importante porto-canale. Ancora oggi si susseguono lungo tutto il canale i documenti più illustri dell’architettura della Serenissima, dove raffinate suggestioni d’oriente esaltano e rendono peculiare il gotico veneziano.

Guy Rossey Pellestrina
Guy Rossey, Pellestrina

Proseguendo il nostro viaggio verso sud arriviamo alla laguna meridionale dove, compresa tra le bocche di porto di Chioggia e Malamocco, incontriamo l’isola di Pellestrina, una lingua di terra lunga e stretta che segna il confine tra la laguna e l’Adriatico. Il paesaggio circostante è caratterizzato da una fitta trama di installazioni per l’allevamento di molluschi e spartane case in legno su palafitte, del tipo dipinto da Guy Rossey, pittore francese contemporaneo, utilizzate come magazzino per l’attrezzatura da pesca.

Adolf Kraufmann Motif of Chioggia
Adolf Kaufmann, Motif of Chioggia, 1909

Con un dipinto a olio di Adolf Krauffman, paesaggista austriaco affascinato dalle coste italiane, arriviamo a Chioggia, la città più meridionale della Laguna Veneta, dove si conclude il nostro viaggio. Case basse e colorate, come nel quadro, disegnano il centro storico di Chioggia, adagiata su quattro isolotti paralleli. Nel XII era un importante centro per il commercio dell’ “oro bianco”, il sale, che veniva estratto dalle saline situate nelle paludi circostanti. Oggi è il mercato ittico il fulcro economico della città.

Se vuoi approfondire la visita di Venezia, visita il blog Food and Travel, dove scoprirai le storie segrete della città.


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